L’Associazione Italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam, nata nel 1991, sostiene il villaggio omonimo situato in Israele. Un luogo in cui ebrei e palestinesi, tutti di cittadinanza israeliana, vivono insieme in equità e giustizia. L’associazione italiana raccoglie fondi per sostenere i progetti educativi del villaggio e ne diffonde il messaggio.
A seguire, le due lettere di Samah Salaime, portavoce della comunità.
La prima: un appello urgente dal Villaggio sull’apertura della classe prima di quest’anno, formata da un numero ridotto di bambine e bambini.;
la seconda: una buona notizia, l’autorizzazione da parte delle autorità
ad aprire la classe con le spese a carico del Villaggio.
Cari amici e sostenitori,
a soli dieci giorni dall’inizio dell’anno scolastico, il Ministero dell’Istruzione continua a rifiutare di approvare l’apertura della classe prima nella nostra scuola primaria bilingue e binazionale.
Da 42 anni la nostra scuola forma insieme bambini arabi ed ebrei. È uno dei modelli più antichi e importanti di istruzione bilingue e binazionale di Israele – un luogo in cui i bambini non si limitano a imparare la convivenza, ma la vivono ogni giorno. Non possiamo accettare una decisione amministrativa che minaccia questa continuità educativa e, in definitiva, il futuro di un’istituzione così unica.
Questa campagna è stata avviata dal Consiglio direttivo dell’Associazione per l’Educazione, recentemente eletto al Villaggio, come sua prima missione di rilievo. Abbiamo formato un team per la campagna e avviato un intenso impegno su diversi fronti.
Ci siamo avvalsi di consulenti legali e di professionisti delle relazioni pubbliche e dei media, e stiamo lavorando attraverso i canali politici, legali, pubblici e mediatici.
Ci siamo adoperati anche per offrire al Ministero soluzioni pratiche e flessibili. Abbiamo proposto l’apertura di una classe prima indipendente di dimensioni ridotte, nonché la creazione di una struttura integrata arabo-ebraica multietà, che unisca la prima e la seconda elementare. Abbiamo anche chiarito che, se necessario, i costi aggiuntivi potrebbero essere coperti dall’Associazione per l’Educazione e dal Villaggio, anziché dal Ministero dell’Istruzione.
In altre parole, non stiamo semplicemente chiedendo al Ministero di fare un’eccezione: stiamo offrendo soluzioni praticabili e siamo pronti ad assumerci la responsabilità economica per la loro realizzazione.
Finora, tuttavia, il Ministero ha respinto le alternative presentate.
Per noi è sempre più difficile comprendere questa decisione come puramente amministrativa o finanziaria. Quando esistono soluzioni, quando la comunità è disposta a farsi carico dell’onere finanziario e quando il quadro educativo esiste con successo da oltre quarant’anni, il continuo rifiuto solleva inevitabilmente preoccupazioni più ampie.
Stiamo cercando di affrontare la questione con attenzione e responsabilità, ma non possiamo ignorare il contesto più ampio in cui operano oggi le organizzazioni che promuovono una società condivisa, la partnership arabo-ebraica e l’educazione alla pace. Ci preoccupa il fatto che questa lotta possa riguardare qualcosa di più del semplice numero di bambini iscritti a una classe di prima elementare: tocca lo spazio concesso alle istituzioni che promuovono una società condivisa e l’educazione alla pace nell’attuale clima politico.
È proprio per questo che riteniamo così importante difendere la scuola ora. Anche i genitori degli alunni, arabi ed ebrei, si sono mobilitati. 101 genitori e membri della comunità scolastica hanno firmato una lettera urgente indirizzata al Ministro dell’Istruzione. La lettera chiarisce che una temporanea crisi di iscrizioni non deve interrompere la continuità educativa di una scuola che da decenni promuove un’istruzione condivisa arabo-ebraica.
Ci attendono circa dieci giorni cruciali: dieci giorni di sensibilizzazione, campagne pubbliche, pressione politica e determinazione. Dietro il linguaggio amministrativo e i numeri ci sono bambini e famiglie. Una giovane madre del villaggio, il cui figlio di sei anni, Matin, è nato e cresciuto qui ed è entusiasta di iniziare la prima elementare, ha scritto:
“Quando ho chiesto cosa avrei dovuto fare con mio figlio, mi è stato risposto: ‘Vai alle iscrizioni. Ci sono tantissime scuole.’ Ma Matin non è semplicemente un bambino in cerca di ‘una scuola’. È nato in una comunità. È cresciuto qui, in un luogo che non è solo dove viviamo, ma una scelta di vita condivisa. Si dice che ci voglia un intero villaggio per crescere un bambino. Per me, questo non è uno slogan. Questa è la nostra vita. Matin appartiene già a questa comunità. È radicato qui nel Villaggio, in due lingue e in un modo di vivere. Non rinuncerò a tutto questo. I nostri figli meritano un’istruzione bilingue e binazionale. Ogni bambino in questo Paese merita l’opportunità di conoscere chi vive accanto a lui, di parlare la sua lingua, di rispettarlo e di imparare a convivere”.
Le sue parole colgono perfettamente ciò che è in gioco. Non si tratta semplicemente di una lotta per aprire una classe di prima elementare. Si tratta di decidere se, in un momento in cui le nostre società si stanno dividendo sempre di più, le istituzioni che hanno impiegato decenni per costruire una realtà diversa saranno protette e rafforzate.
Wahat al-Salam-Neve Shalom è stato fondato sulla convinzione che arabi ed ebrei possano condividere la responsabilità di un futuro diverso. La nostra scuola è forse la più chiara espressione di questa convinzione: bambini, insegnanti e famiglie vivono ogni giorno in un unico spazio educativo condiviso, condividendo due lingue, due culture. La lotta per l’ammissione alla prima elementare a Wahat al-Salam–Neve Shalom dovrebbe quindi preoccupare tutti noi che crediamo che un futuro diverso sia ancora possibile.
Nei prossimi dieci giorni, faremo tutto il possibile per cambiare questa decisione. Ci auguriamo che ci sosterrete, che seguirete la campagna, che condividerete il nostro messaggio con i vostri contatti e che ci aiuterete a proteggere questo straordinario progetto educativo.
Con affetto,
Samah Salaime
Cari amici e sostenitori,
Sono molto felice di condividere con voi una notizia importante e incoraggiante. Pochi minuti fa abbiamo ricevuto la conferma ufficiale dall’autorità scolastica locale che è stata concessa l’autorizzazione ad aprire una classe di prima elementare nella nostra scuola bilingue e binazionale per il prossimo anno scolastico.
Si tratta di un risultato significativo, frutto di un’intensa campagna pubblica che ha coinvolto il nostro consiglio di istituto neoeletto, la comunità scolastica e i genitori, l’assistenza legale e l’impegno a favore dei diritti civili, il dialogo con i membri della Knesset e un’ampia copertura mediatica. L’approvazione ci consente di aprire la classe a nostre spese, il che significa che ci attende ancora un’importante sfida economica.
Nonostante questo, ottenere l’autorizzazione ufficiale era essenziale per salvare la continuità della scuola e garantire che questo progetto educativo arabo-ebraico unico nel suo genere possa continuare a crescere.
Siamo profondamente grati a tutti coloro che ci hanno sostenuto, incoraggiato e sono stati accanto alla scuola nel corso di questa campagna. La determinazione della comunità del Villaggio ha fatto davvero la differenza. Ora possiamo concentrare le nostre energie sulla preparazione del nuovo anno scolastico e continuare a rafforzare la qualità, i valori e la sostenibilità a lungo termine della scuola.
Grazie per averci sostenuto e per aver creduto nell’importanza di un’istruzione condivisa, bilingue e binazionale, specialmente in questo momento difficile.
Con affetto,
Samah Salaime
*****
Cosa il Villaggio ci chiede di fare e cosa stiamo facendo come Associazione Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam it@nswas.info
· diffondere la notizia di questa campagna all’interno dell’opinione pubblica, attivando media e contatti utili a fare pressione;
· condividere sui social;
· donare a sostegno delle spese legali -e non- che il Villaggio sta affrontando.
Per contribuire:
Associazione Italiana Amici di Neve Shalom Wahat al-Salam
IBAN: IT46X0306909606100000120867
causale: classe prima scuola primaria
